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Dario Bonetti: “Hellas Verona squadra da battere ma i giocatori non lo sanno”

Il doppio ex della sfida col Brescia: “La squadra di Morini vede bene la porta. Grosso deve mettere in condizione Pazzini di segnare”

Non sarà una sfida semplice quella che l’Hellas Verona dovrà affrontare nel weekend contro il Brescia. A dirlo è uno dei doppi ex di giornata Dario Bonetti.

CUORE BRESCIA. “È stata tutto. Io ho avuto la fortuna di avere grandi tecnici nel settore giovanile. Matteucci, Bicicli, Messora e Andreis. Tutta gente che restava nei settori giovanili anni, non come oggi che cambiano tutto dopo una stagione. Il Brescia mi ha lanciato e poi la Roma con Liedholm e il Milan“.

EMOZIONI HELLAS VERONA. “Era uno squadrone. Accettai subito. Arrivavo da Milano ma il Verona non era un ripiego, anzi. – ha raccontato a L’Arena – Era più forte dei rossoneri. Bagnoli e Mascetti, che grande coppia. Eravamo uno squadrone. A Verona sarei rimasto volentieri. Volevo fare il capitano della squadra ed invece per questioni societarie mi cedettero alla Juve. Influirono anche le dieci giornate che avevo preso perchè avevo detto quello che pensavo ad un arbitro in casa“.

BRESCIA-VERONA OGGI. “Il Brescia è competitivo. In parecchi vedono la porta. Con Eugenio la squadra ha trovato continuità e riescono a gestirsi meglio. Subito dopo le favorite, ci sono loro. Il Verona resta la squadra da battere. Il problema è che non ne sono convinti i giocatori. Il Pazzo se è in condizione, poi deve giocare. In serie B fa ancora la differenza. L’obiettivo di Grosso non deve essere quello di insegnare come si fa a giocare al Pazzo ma cercare di metterlo in condizioni di far gol. Avere in campo più qualità possibile, dev’essere l’obiettivo di ogni allenatore perchè alla fine la tecnica paga sempre“.

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