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Pazzini: “Primi giorni duri, ma la Serie A trasmette entusiasmo”

Il capitano, a margine della prima sgambata durante il ritiro di Primiero, si è concesso ai giornalisti accorsi nella località trentina

È un Pazzini a tutto tondo quello che questa mattina si è concesso ai microfoni dei giornalisti presenti a Primiero.

Dalle prime sgambate in ritiro all’ormai famosa sfuriata post-Cittadella, passando per il suo amore per Verona, i ringraziamenti ad Aglietti e tanto altro, ecco dunque le principali dichiarazioni odierne del capitano.

PRIMIERO. «È il terzo anno che sono qui, ma ogni volta è un nuovo inizio con speranze, obiettivi e sogni. I primi giorni sono sempre più duri, ma la Serie A ci fa respirare già un’altra aria: è un campionato duro, ci sarà da fare tanto e dovremo compensare con grinta, determinazione e un po’ di fortuna, tuttavia è anche il campionato più bello da giocare. Ora quindi dobbiamo lavorare sodo e mettere benzina, ma siamo carichi. Voglia di rivalsa? Due anni fa è successo quello che è successo, ma ora mi sono riconquistato questa categoria sul campo e voglio giocarmela!».

VERONA. «Io mi sento a casa, ho un rapporto speciale con questa città. La mia volontà è quella di rimanere qui, quindi sono contento di non aver ancora letto il mio nome sui giornali. Verona merita di stare in Serie A e noi lotteremo duramente perché questo accada. I tifosi? Noi ci hanno mai fatto mancare il loro appoggio, ma sta a noi alimentare il loro entusiasmo».

LA SFURIATA E CITTADELLA. «Forse quelle parole sono servite: ognuno di noi ha raschiato il fondo a caccia di energie e motivazioni e a poco a poco, trascinati dai nostri tifosi, abbiamo risalito la china. Tutti noi abbiamo ancora negli occhi la vittoria casalinga contro il Cittadella…».

AGLIETTI. «Ha fatto qualcosa di molto più che importante. Dobbiamo ringraziarlo perché con la sua semplicità e la sua normalità ha ridato fiducia a un gruppo che l’aveva persa. Grandissima parte del merito va a lui e, come ha detto anche mister Juric, forse avrebbe meritato una chances, ma siamo comunque contenti di aver potuto fare quel percorso con lui».

JURIC. «In questi giorni sono successe troppe cose e non ho avuto modo di parlare con lui. Me lo ricordo però da giocatore: era molto duro e aggressivo, quindi vorrà una squadra che lo rispecchi, con un gioco propositivo. Noi ci metteremo a disposizione per imparare a fare ciò che ci chiede».

BESSA. «Non sono io a decidere chi viene e chi va, ma credo che i “vecchi” siano molto utili per far capire a chi arriva cosa significhi indossare la maglia dell’Hellas».

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